Amazon brevetta un bracciale per controllare i dipendenti: trattati come schiavi

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Gli schiavi di un tempo erano in catene, domani avranno il bracciale elettronico brevettato da Amazon: Il colosso di Seattle ha infatti depositato il brevetto della sua ultima invenzione: bracciali a ultrasuoni per monitorare gli operai. Questi braccialetti “intelligenti”, hanno lo scopo di ottimizzare il lavoro nei magazzini permettendo ad amazon di seguire con precisione ogni istante del processo di distribuzione.

Il sistema può addirittura inviare delle frustate tecnologiche sottoforma di vibrazioni ai polsi dei dipendenti che sbagliano, e tutto per velocizzare le operazioni di consegna utilizzando sempre meno manodopera umana ma sfruttata al massimo. Il dipendente verrà teleguidato e trattato come un robot, per individuare la merce da consegnare. Ci saranno controlli serrati sulla produttività, con un timer che conterà quante scatole imballa l’operaio, e quante volte andrà nei bagni.

Amazon bracciale

Già adesso Amazon è finita sotto il binocolo per le dure condizioni lavorative ed i ritmi intensi di lavoro stabiliti da algoritmi, sia negli Stati Uniti, che in Europa ed in Italia. I dipendenti si lamentano perchè se non sono ritenuti abbastanza produttivi, rischiano multe e sanzioni, fanno turni pesantissimi, c’è mancanza di aria condizionata, vengono obbligati a fare la spia sul rendimento dei colleghi, subiscono controlli rigidi durante la pausa.

Poche settimane fa sia in Italia che in Europa c’è stato uno sciopero dei dipendenti durante il Black Friday, giornata simbolo per il colosso dell’ E-Commerce. C’è stata anche una dura reazione dei sindacati italiani che a novembre hanno scioperato ed oggi ci sarà una vertenza sindacale per le condizioni di lavoro ritenute troppo dure.

A volte Amazon è stata accostata alla Foxconn, famosa come “la fabbrica dei suicidi”. Il New York Times nel 2015 scriveva: “L’azienda sta conducendo un esperimento per capire quanto può spingere sugli impiegati per soddisfare le sue sempre più grandi ambizioni”

Per adesso e per fortuna, è un brevetto irrealizzato. In tutto il mondo è in arrivo l’intelligenza artificiale che purtroppo è utilizzata a nostro svantaggio, schiavizzandoci sempre di più. Da esperto informatico so che quella dell’intelligenza artificiale è una distopia pericolosa perchè per intelligente che sia, sarà solamente un sitema binario, digitale e meccanico, che mai supererà il test di Turing e mai sarà comparabile e superiore al giudizio alla comprensione ed intelligenza umana. Siamo esseri nati analogici ed a differenza dei robot, non facciamo scelte unicamente meccaniche e d’inerzia. Per quel tipo di scelte ci pensa il nostro cervelletto.

 

Maurizio Kikko Ferraro (Blogger Indipendente)

 

 

 


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