Iran, Soleimani, Trump. Cosa sta realmente succedendo a Baghdad ?

Gli USA con i contractor ed alleati ribelli siriani (terroristi ISIS) hanno perso la guerra in Siria contro Assad. L’Iraq è di fatto commissariata dall’Iran. Il parlamento iracheno ha chiesto il ritiro delle truppe americane. I raid USA avevano un messaggio per l’Iran: Giù le mani dall’Iraq… cercavano di fermare l’inevitabile ma ormai è tardi, Teheran ha conquistato Baghdad.

3 Gennaio 2020, un inizio dell’anno con i fuochi d’artificio per Trump che con un raid aereo con i droni fa uccidere in Iraq il generale iraniano Soleimani.

Attacco aereo contro l’auto del generale iraniano Qassem Soleimani

Nell’attacco ordinato dalla Casa Bianca sono rimaste polverizzate due auto, sono morte 8 persone tra cui il generale iraniano Qassem Soleimani, persona importante della strategia di Teheran in Medio Oriente, figura vicina alla Guida Suprema, l’ayatollah Ali Khamenei.

Molti tra cui il ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif, definiscono il raid aereo un atto terroristico. Alta la tensione tra Usa ed Iran dopo l’attacco vicino all’aeroporto di Baghdad, in Iraq. L’ordine è partito direttamente da Donald Trump.

Nell’attentato è rimasto ucciso anche Abu Mahndi al-Muhandis, numero due delle Forze di mobilitazione popolare, la coalizione di milizie paramilitari sciite pro-iraniane attive in Iraq .

A 24 ore dal primo attacco americano, c’è stato un altro raid nel distretto di Taji, a nord di Baghdad. Secondo gli iracheni sono stati colpiti esponenti delle Forze di mobilitazione popolare (Hashd al-Shaabi), coalizione di milizie sciite filo-iraniane. Sarebbe rimasto ucciso Shibl al-Zaidi, leader della Kataib Imam Ali. In una nota le Forze di mobilitazione popolare hanno smentito poi la notizia, sostenendo che le vittime sono medici vicini al gruppo e che nessuno della milizia è rimasto ucciso.

Proteste in Iraq della popolazione contro il caro vita e la corruzione

Gli attentati terroristici agli esponenti iraniani di spicco che si trovano a Baghdad, avvengono dopo mesi di proteste e 400 morti. Proteste da parte della popolazione contro il caro vita e la corruzione. Adel Abdul-Mahdi, il 29 novembre 2019 ha dato le dimissioni anche per l’appello dell’ayatollah Ali al Sistani, massima autorità dell’Islam sciita iracheno.

Gli americani in risposta al lancio di razzi contro una loro base a Kirkuk, effettuano dei raid che hanno colpito cinque strutture tra l’Iraq e la Siria, migliaia di manifestanti filo iraniani assaltano l’ambasciata Usa a Bagdad, e Trump che era per il ritiro dei soldati in Iraq, adesso anzichè ritirare le truppe americane, manda altri 750 soldati.

Da quando gli USA con i contractor ed alleati ribelli siriani e terroristi dell’ISIS insieme allo Stato Islamico hanno perso la guerra in Siria contro Assad, l’Iraq è sotto il controllo sciita, e sotto l’influenza dell’Iran.

Dopo le sconfitte della politica estera fallimentare di Obama e Clinton, gli attentati aerei di Trump in Iraq mostrano debolezza da parte dell’America e soprattutto dell’amministrazione Trump mosso da interessi elettorali, difatti questi attentati hanno rafforzato le proteste filo-iraniane in Iraq dove la popolazione manifesta al grido: “Morte all’America”.

Di tutta risposta il parlamento iracheno ha chiesto il ritiro delle truppe americane. Il presidente Donald Trump promette enormi sanzioni contro l’Iraq, ancora più pesanti di quelle dell’Iran se le truppe Usa saranno espulse dal Paese. “Abbiamo lì una base aerea straordinariamente costosa. Costruirla è costato miliardi di dollari, molto prima di me. Non ce ne andremo a meno che non ci rimborsino”, ha detto Trump ai giornalisti a bordo dell’Air Force One.

L’Iran per rispondere agli attentati, ha deciso di uscire dall’accordo nucleare del 2015, Teheran infatti si ritiene libera per il numero di centrifughe impiegabili per la produzione dell’uranio arricchito (ingrediente base per la produzione di testate atomiche ), ma accetta le ispezioni dell’Aiea.

Intanto il presidente americano, Donald Trump ai pasdaran che minacciano di colpire “35 obiettivi americani” replica con una serie di tweet e avverte che gli Usa possono colpire 52 siti iraniani, tanti quanti gli ostaggi che furono sequestrati dell’ambasciata Usa a Teheran.

Esercitazione congiunta tra Russia Iran e Cina nello stretto di Hormuz

A Novembre l’Iran scopre un maxi giacimento di petrolio da circa 50 miliardi di barili, aumentando di un terzo le proprie riserve ed a dicembre c’è stata un’esercitazione congiunta tra Russia Iran e Cina nello Stretto di Hormuz, garantiranno la sicurezza dell’area e saranno un deterrente per un eventuale attacco da parte di Usa e Israele. D’altro canto Israele preme ormai da mesi per invadere l’Iran giudicata troppo potente nell’area del medioriente.

Molte domande guardando bene il quadro generale della situazione, le azioni di Trump hanno favorito Putin e se fosse intenzionale? Da una parte ha riacceso i rancori dei falchi americani contro l’Iran, dall’altra parte ha praticamente regalato l’Iraq nelle mani dell’Iran e della Russia … cui prodest? A voi le conclusioni ….

Video dove spiego la situazione. Cosa sta succedendo a Baghdad?

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Maurizio Kikko Ferraro (Blogger indipendente)

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